Stefano Dindo Web & Technology Life Style

31Jan/100

Apple iPad – Prime Impressioni

Mercoledì 27 Gennaio 2010, un magro ma rinvigorito, Steve jobs ha presentato al mondo il tanto atteso iPad.

In primi commenti comparsi nella rete, e non solo, affermano che : è un iPhone gigante, è sottile, è leggero ed ha solo 10 ore di autonomia e che può essere usato come lettore eReader (solo negli USA) e che quasi tutto di esso è sorprendente ma molti si chiedono cosa può fare realmente questo dispositivo?

L'iPad può fare tutto quello che ci si aspetta da un tablet infatti, sarà possibile usare safari (browser per la navigazione internet), mail, guardare foto, video, ascoltare musica, guardare i filmati youtube, accedere alle mappe, accedere al calendario degli appuntamenti e scrivere delle note.
Oltre alle attività elencate precedentemente, l'iPad consentirà di eseguire tutte le applicazioni sviluppate per iPhone quali facebook, Things, Tweetie, Photoshop Mobile, Apple Remote e qualsiasi altra applicazione tra le attuali  140000 disponibili nell'AppStore.
In più con il rilascio del nuovo SDK saranno sviluppare nuove applicazioni appositamente pensate per il tablet Apple.

Se tutto questo ancora non vi basta, Apple ha realizzato una versione di iWork per iPad trasformandolo così in un "computer" con il quale poter scrivere documenti, creare presentazioni e realizzare fogli di calcolo il tutto tramite gesture.

In realtà quello presentato da Steve Jobs durante il keynote non è un semplice tablet ma è un' ESPERIENZA poichè con l'iPad sarà possibile toccare internet, sfogliare libri accarezzare canzoni avvolgendo l'utente nei contenuti che saranno sempre più a portata di mano e non più di click.

Lo scopo di questo post è quello di discutere insieme a voi due aspetti, a mio parere importanti, non ben evidenziati nalle altre discussioni presenti nel web che hanno preferito dare maggiore rilievo all'oggetto iPad rispetto ai contenuti nascosti del keynote.
I due aspetti "nascosti" che hanno colpito la mia attenzione al lancio del tablet Apple sono differenti tra loro: il primo riguarda Apple e il suo futuro mentre, il secondo riguarda un argomento, già trattato in questo blog, relativo ai giornali e alla fruizione delle informazioni.

26Jan/100

Phantom tab – Tab fantasma – in Google Chrome

La marcia di Google in direzione Chrome OS continua silenziosa ma possiamo gustare qualche piccola anticipazione attraverso il padre del sistema operativo cioè il browser Chrome.

Infatti, nella recente build preliminare del browser targato BigG è stato introdotto un nuovo concetto di tab il così detto tab fantasma (Phantom tab).
L'idea delle Phantom tab è nata da un'evoluzione della funzione to pin (blocca scheda) che dal menu contestuale delle tab aperte consente di fissare (solo temporaneamente cioè per la durata della sessione) alla barra superiore del browser gli indirizzi web visitati più frequentemente. In questo modo gli indirizzi fissati (vengono chiamati pinned tab) occupano meno spazio nella barra dei tab in quanto è visibile solo la favicon della pagina.

I tab fantasma consentono di chiudere la pinned tab mantenendo la favicon nella barra delle tab rappresentando più che un tab un segnalibro facile da richiamare.

Il vantaggio di questa soluzione?

Il vantaggio è di facile comprensione se si pensa che in Chrome ogni tab è un processo indipendente e a sè stante dagli altri. Quindi con l'introduzione del tab fantasma è possibile chiudere il processo liberando risorse che possono essere impiegate in altre attività. Una soluzione che, nella sua semplicità, rappresenta un aiuto notevole soprattutto in sistemi meno performanti come i netbook, lasciando presagire ad un futuro sistema operativo ben ottimizzato a livello di performance.

I tab fantasma sono disponibili nelle più recenti build di Chromium mentre per gli utenti Windows è possibile scaricarlo da qui.

Vi lascio ad un video dimostrativo delle Phantom tabs.

Ritenete utile questa funzionalità?

24Jan/100

Wave Tips: Introdotte le funzionalità Sola lettura e la funzione Restore

Ben tornati con il terzo appuntamento di Wave Tips. In questo nuovo post, dedicato a Google Wave, voglio presentarvi  due nuove funzionalità quali: Partecipanti in Sola lettura e la funzionalità Restore, introdotte queste settimana. Scopriamo subito nel dettaglio:

Partecipanti in Sola Lettura

Questa funzionalità permette di definire i permessi utente all'interno della wavelet. In particolare, al momento dell'aggiunta dell'utente, si può decidere se attribuirgli la possibilità di interagire ( scrivere, modificare,cancellare blips ) nella wavelet oppure la possibilità di leggere solamente i contenuti.
Per utilizzare questa funzione, come si può vedere dalla figura seguente, è sufficiente selezionare il livello di permessi da assegnare all'ospite durante la fase di invito nella discussione.

Questo tipo di funzionalità sembra essere un po discorde con la mission reale di Google Wave cioè quella di creare degli ambienti di discussione e partecipazione tra utenti poichè in questo modo non tutti potranno realmente partecipare in modo attivo alla wavelet.
A mio parere, questo tipo di funzionalità può essere utile in ambiente aziendale per creare delle wavelet pubblicare in cui solo i membri dell'azienda possono inserire nuove news e/o comunicati... in questo modo si creerebbero le aree, che io chiamo Wave Press, in cui c'è una comunicazione unidirezionale tra azienda e clienti il cui unico scopo è quello di informare.

17Jan/100

Google Real Time Search e il Ranking

Qualche mese fa Google ha introdotto nei risultati di ricerca anche informazioni presenti nei tweet e gli status update degli utenti provenienti dai social network come facebook e Myspace, entrando ufficialmente nel campo del real time search.

Spesso nei risultati di ricerca il box contenente i risultati di ricerca tempo reale compaiono nella prima metà della pagina comportando una certa confusione negli utenti, che ancora non trovano risposte soddisfacenti da questo nuovo approccio di ricerca, e nei SEO che dimostrano un po di perplessità sulle modalità di Ranking di questo nuovo sistema.

Oggi voglio provare a spiegare , proponendo una mia interpretazione, il funzionamento del social media ranking adottato da Google.

Prima di parlare di ricerche in tempo reale facciamo un piccolo passso indientro parlando di PageRank e di come veniva eseguito il renking delle pagine web fino a qualche mese fa. Ricordo che il PageRank non è l'unico elemento di stima del ranking delle pagine web in quanto, dalla sua nascita ad oggi, il numero di variabili da considerare per calcolare un ordinamento preciso delle pagine web è aumentato comprendendo centinaia di fattori. Il PageRank rimane comunque la base fondamentale dell'algoritmo di ranking usato da BigG.

La formula del PageRank è :

dove:

PR[pi] è il valore di PageRank della pagina pi che vogliamo calcolare.
M(pi) è l'insieme delle pagine che puntano alla pagina pi.
PR[Pj] è il pageRank della j-esima pagina che punta ad Pi.
L[Pj] rappresenta il numero di link in uscita dalla pagina pj.
N è il numero totale di pagine che si stanno considerando per il calcolo: p1,p2, ... , pN
d è il dumping factor ed è deciso da Google.

Semplificando molto il discorso, mediante la formula precedente è possibile vedere come una pagina web ha PageRank elevato quanto più è puntata da molte altre pagine web di valore.

6Jan/105

Le Piccole e Medie Imprese e il Blog

Il 2010 è già iniziato da qualche giorno e dindo.biz vuole inaugurare il nuovo anno con un post molto interessante dedicato all'utilizzo del Blog in Azienda.

Oggi, a differenza del solito, parliamo, in compagnia di Francesco Gavello famoso blogger ed esperto di blog marketing, dell'adozione del blog in azienda rispondendo alle domande più frequenti che un imprenditore si trova ad affrontare quando si avvicina al mondo del blogging.

Purtroppo per noi l'Italia è ancora uno dei paesi tecnologicamente meno avanzati dell'Europa. Questo fatto è evidenziato dalla ridotta diffusione della banda larga nel nostro paese, fattore che comporta una limitazione dell'accesso e dell'utilizzo di internet... Questo limitazione di accesso al Web comporta a molte Piccole e Medie Imprese (PMI) l'incapacità di saper utilizzare al meglio i servizi della rete internet per ampliare il loro business e soprattutto per creare nuovi canali di comunicazione con gli utenti.

Lo scopo di questo post è quello di dare una piccola panoramica su come il blog possa aiutare le aziende a migliorare la loro comunicazione e la loro visibilità in internet.

Passiamo alle 10 domande:

1) La domanda che spesso viene posta parlando con imprenditori agli inizi della loro esperienza sul web 2.0 è la differenza tra Blog e sito Web? tu come la spiegheresti?

Francesco: Non credo di dire nulla di nuovo affermando che la principale differenza tra blog e sito web sia la maggiore flessibilità (e interattività) del primo rispetto al secondo.

Gli utenti (i lettori) riescono ad essere parte attiva dei contenuti prendendo parte alle discussioni che scaturiscono dai diversi articoli e possono intravedere meglio chi ci sia, effettivamente, dall'altra parte del monitor rispetto a un più freddo sito istituzionale.

Inoltre, e questo è un dettaglio che spesso viene sottovalutato, le aziende hanno un sito weble persone all'interno delle aziende hanno un blog. Quello che secondo me è il principale punto di forza di un blog aziendale è di rompere il "muro di gomma" tra clienti e azienda permettendo una comunicazione (si spera a due sensi) priva di intermediari.

2) Vista la tua esperienza nel settore del blogging quali sono i consigli che ti senti di dare alle piccole e medie imprese che vogliono iniziare a muovere i loro primi passi nel mondo del blogging ?

Francesco: Osare.

La maggior parte dei blog aziendali semplicemente non nascono (o muoiono dopo pochi mesi) per il semplice fatto che da parte dell'azienda non si ha il coraggio di smuovere l'equilibrio esistente tra azienda e clienti. Ci si limita troppo spesso a qualche articolo-fotocopia preso di peso dalla pagina prodotti, o si finisce per scadere nella continua autopromozione nel tentativo di impressionare chi legge.

Un blog è uno strumento fantastico per fornire ai propri clienti una visione più completa dell'azienda e delle persone che la compongono, della visione e di tutti quei dettagli che (un po' per spazio, un po' per vincoli auto imposti) non possono trovare spazio sul semplice sito.