Dimentica la frequenza di rimbalzo…concentrati sulle conversazioni

Posted by Stefano |07 Mar 11 | 2 comments

Molti consulenti e persone ritengono che la frequenza di rimbalzo (bounce rate) sia tra le più importanti chiavi di misura della qualità di un sito Web e, sempre queste persone, affermano che la cosa peggiore è quando le persone visitano solo una pagina del vostro sito…

Affermazioni di questo genere erano vere agli inizi dell’era internet (1995) quando i motori di ricerca non funzionavano ancora a dovere. Internet,dagli inizi ad oggi, è cambiato drasticamente e focalizzare l’analisi dei propri dati su parametri di misura errati può distrarvi dai vostri obiettivi.
Lo scopo di questo post è quello di dimostrarvi come la frequenza di rimbalzo non sia più il parametro corretto per valutare i risultati di un sito, ed aiutarvi a focalizzare l’attenzione dell’analisi sul parametro fondamentale del futuro di internet che è la capacità di Conversare con i vostri Utenti.

Che cos’è il Bounce Rate??

La frequenza di rimbalzo indica la parcentuale di visite di una singola pagina… in particolare indica le visite in cui l’utente ha abbandonato il sito dalla pagina di destinazione. Un bounce rate elevato indica che la pagina di ingresso non è pertinente alla ricerca effettuata dall’utente e questo è soggetto ad abbandonarla subito senza approfondire la navigazione sul sito…. al contrario una frequenza di rimbalzo bassa indica che il sito è pertinente all’interesse dell’utente e questo è soggetto a rimanere nella pagina di ingresso e, ad approfondire l’argomento visitando altre pagine del sito.

Ripercorriamo il cambiamento del Web dagli inizi ad oggi…

1995 – 1999: La pagina di presentazione

Quindici anni fa internet era molto diverso da come lo conosciamo ora. I motori di ricerca non funzionavano correttamente e la maggior parte delle query di ricerca puntavano alla pagina principale di un sito o meglio alle pagine più famose del sito.
In quegli anni i siti erano principalmente costruiti usando frame che impedivano di fatto collegamenti diretti alle pagine di contenuto o a quelle dei prodotti e in molti casi venivano usate delle regole di reindirizzamento per obbligare i visitatori a visitare la pagina principale ed intraprendere la giusta “Strada” di navigazione per scoprire contenuti e prodotti.


La scelta di puntare tutto su una pagina era errata perchè  non sempre si riusciva ad indurre gli utenti a navigare nella giusta direzione e quindi a convertirli in clienti.
Proprio per queste ragioni è stato introdotta come metrica di valutazione la frequenza di rimbalzo… era un parametro di analisi fantastico perchè illustrava in modo efficace la navigazione dell’utente dalla landing page alla pagina dei prodotti.

2000 – 2004: L’era dei motori di ricerca

Dal 2000 in poi le cose iniziarono a cambiare lentamente…. con le pagine web non più costruite con frame ed i link puntavano direttamente ai contenuti o alle pagine dei prodotti senza trucchi particolari di reindirizzamento ecc…
In quegli anni nasceva il fenomeno Google che, basandosi sulla link analysis, forniva agli utenti risultati di ricerca accurati e che putanvano a pagine pertinenti alle esigenze dell’utente e non solo alle landing page come accadeva negli anni precedenti al 2000.
Già in quegli anni la frequenza di rimbalzo stava perdendo di importanza come parametro per valutare la qualità e l’efficenza di un sito in quanto, se il motore di ricerca, forniva come risultato già la pagina di interesse per l’utente perchè questo doveva continuare ad approfondire la sua navigazione avendo ottenuto già la risposta alla sua esigenza informativa? Nonostante tutto la frequena di rimbalzo veniva ancora considerata attendibile in quanto in molte campagne pubblicitarie si decideva, e si decide tutt’ora, di fare una landing page di presentazione e poi guidare gli utenti verso i prodotti in pochi click… e solo per questi motivi la frequenza di rimbalzo ha conservato la sua importanza mentre per tutto il resto stava gradatamente perdendo la sua importanza.


2005 – 2010: L’era dei Social-Media

Dal 2005, e negli anni successivi, Internet è cambiato drasticamente un’altra volta passando da un’era dominata dai motori di ricerca ad un’era definita dei Social-Media. Infatti, con l’avvento di Twitter e Facebook in primis, gli utenti al posto di entrare e visitare un sito hanno iniziato a seguire il sito e le persone che compongono l’azienda o il brand che rappresentano.


Il vero cambiamento rappresentato da questa era è che le persone non segono più un sito, dopo averlo fatto per anni attraverso newsletter ecc, ma seguono contemporaneamente più siti. Infatti, prima del 2005, si seguivano i siti mentre ora gli utenti controllano il loro canale sociale e quando viene segnalato loro un link interessante lo visitano immediatamente per poi  torna subito indietro per seguire nuovamente lo streaming sociale dei propri contatti.

Questo atteggiamento deve spingervi a creare contenuti, pagine di prodotti ecc in cui il flusso di persone che vi segue possa trovare tutte le informazioni  di loro interesse in quanto gli utenti non hanno il tempo e la voglia di seguire lunghe strade ma vogliono le informazioni tutte e subito.Questo atteggiamento spiega perchè, al giorno d’oggi, il parametro di misura della frequenza di rimbalzo è completamente errato… in quanto le persone vogliono visitare una sola pagina e trovare tutto in quella… quindi se avete un bounce rate alto non dovete preoccuparvi ma dovete focalizzare la vostra attenzione di analisi su aspetti come la conversazione delle persone piuttosto che il numero di pagine visitate dagli utenti nel vostro sito… quindi ancora una volta di più la conversazione è il parametro fondamentale a cui dedicare attenzione in questa era di comunicazione sociale e non più a parametri come il bounce rate.

2011 – 2020: L’era della comunicazione diretta

Per quanto riguarda il futuro, visto l’andamento degli anni precedenti, mi aspetto  una comunicazione sempre più diretta dove la metrica di valutazione da considerare in fase di analisi sarà il Coversion Rate. Il tasso di conversione (Conversion Rate) permette di confrontare il numero di persone reali che arrivano in una determinata pagina del vostro sito, ad esempio la pagina di acquisto di un prodotto, e le azioni condotte in essa.
Quello che mi aspetto nei prossimi anni è una comunicazione sempre più diretta ma su piattaforme dove l’utente con un semplice click potrà acquistare o svolgere le azioni per i quali la pagina è stata pensata.

Infatti, come avrete intuito dalle mie parole precedenti, adottare una strategia, come quella illustrata nella figura precedente, in cui si conduce l’utente ad una pagina principale, poi ad una panoramica un po meno generale, poi alla pagina del prodotto e infine all’acquisto comporta uno spreco di risorse per il mantenimento di tali pagine ma soprattutto comporterà una perdita di utenti ad ogni passaggio…

quindi sarà fondamentale per il futuro eliminare tutte le pagine inutili e mantenere solo le pagine essenziali ed eventualmente unificare i vari canali di comunicazione attraverso apposite app di aggregazione in modo tale da evitare sprechi di gestione.
Il vostro obiettivo per il futuro sarà portare il bounce rate il più alto possibile (100%) ma con un tasso di conversione elevato.

4 diversi tipi di conversione degli utenti

Il tasso di conversione sarà il parametro di misura fondamentale nei prossimi anni… ci sono vari modi per misurarlo… ma solo quattro sono realmente importanti:

Shopper (acquirenti)

Il parametro di conversione principale da valutare è rappresentato perfettamente dalla domanda :Quante persone acquistano i prodotti che vendete??
Sembra una domanda banale ma vi garantisco che pochissime persone si pongono il problema di verificare effettivamente quante persone hanno acquistato il prodotto rispetto al numero di visitatori… La seconda domanda da porvi, dopo aver quantificato il numero di acquirenti è : Ma perchè le altre persone che visitano la pagina non acquistano?
Quando sarete in grado di misurare e analizzare correttamente i dati provenienti da queste due domande sarete capaci di controllare il vostro business e comunicazione online correttamente.

Follower (Seguaci)

Un’altra metrica di valutazione è legata alla domanda: Quante persone mi seguono nei canali sociali? E’ importantissimo rapportare il numero persone che vi seguono e rispetto al numero dei vostri clienti e riuscire a comprendere la relazione che lega questo rapporto sia per i clienti che per i non clienti.
Ricordate che non necessariamente le persone che vi seguono devono portare profitto ma potrebbero aumentare la vostra visibilità condividendo i vostri messaggi con i loro amici sociali aumentando quindi il valore al vostro profilo. In più, se queste persone vi seguono, lo fanno perchè ritengono i vostri servizi, prodotti o contenuti importanti e aspettano solo l’opportunità giusta per diventare vostri clienti.. ovviamente se avete condotto delle campagne promozionali forvianti per raggiungere più persone possibili allora i vostri followers non hanno alcuno valore per voi… quindi sarà importante mantenere sempre una comunicazione  online trasparente, sincera e diretta con gli utenti.

Loyal Fan( Utenti Fedeli)

Un parametro fondamentale da misurare è il numero degli utenti fedelissimi (Loyal Fan detti anche Evangelist) in particolare, dovete imparare a misurare la vostra capacità nel trasformare un semplice acquirente in un utente fedelissimo.
Gli evengelist sono persone che comperano ogni vostro prodotto, leggono ogni vostro articolo e che non vedono l’ora di provare e vedere le vostre invenzioni.
I fedelissimi sono utenti molto più importanti dei followers perchè non è detto che i seguaci acquistino sempre un vostro prodotto o condividano sempre i vostri articoli cosa che i fedelissimi fanno… ricordate che ci sono fedelissimi che non siano vostri seguaci in twitter o facebook ma preferiscano seguirvi e portare il vostro “verbo” attraverso canali diversi. Per il vostro successo è fondamentale che impariate a prestare molta attenzione agli Evangelist del vostro brand ascoltando le loro parole per il futuro.

Sharer (condivisori)

Quante persone condividono le tue pubblicazioni? E’ una metrica importantissima da misurare perchè se i tuoi followers condividono i post, pubblicazioni ecc otterrai molta visibilità aumentando la probabilità di raggiungere nuovi clienti o potenziali clienti .
Come dicevo in un articolo di qualche mese fa è fondamentale concentrare i propri sforzi per creare un gruppo di followers che condividono i vostri messaggi per aumentare la vostra reputazione e raggiungere sempre nuovi clienti.

In conclusione spero di avervi convinto che la frequenza di rimbalzo al giorno d’oggi non è più la metrica adeguata a misurare il successo del vostro sito, campagna pubblicitaria o altro… ma dovrete concentravi sulla comunicazione diretta con i vostri utenti ed impegnarvi ad ascoltarli per fornire loro le risposte alle domande che cercano e realizzare prodotti adeguati a risolvere le loro esigenze!!!

Non mi stancherò mai di ripetervi che le parole chiave della comunicazione online sono l’Ascolto e Conversazione con gli utenti!!!


2 Responses

  • Alfredo/ 31 May 12 @ 6:54 PM

    Complimenti. Veramente illuminante questo articolo.

  • Fabio/ 06 Apr 13 @ 2:17 PM

    Ciao Stefano, come dici tu la frequenza di rimbalzo non serve più a un granché. In giro ci sono troppe generalizzazioni del tipo “se è superiore al 70% non va bene” o “deve essere circa al 50%”.
    Ho delle pagine che vengono consultate direttamente decine di volte al giorno senza passare dai motori di ricerca e hanno dei rimbalzi molto elevati. Inoltre esse sono in testa alle SERP per determinate keywords. Quindi …. confermo quello che hai detto tu!
    Ciao

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