Le newsletter influenzano il ranking in google?

Posted by Stefano |05 Jun 11 | 0 comments

L’introduzione dell’algoritmo Panda ha rivoluzionato il ranking dei risultati di ricerca e, allo stesso tempo, anche il lavoro dei professiosti del SEO alla ricerca di nuovi tips e motodologie certe per ottenere e migliori posizioni nei motori di ricerca.

Come ho già detto molte altre volte, la vera attività di un SEO deve essere quella di realizzare contenuti che soddisfino gli utenti e non delle pagine realizzate su regole ad-hoc per apparire in prima pagina su Google.La continua ricerca dei SEO dei fattori che migliorano il ranking dei risultati di ricerca deve essere intesa come dei consigli per migliorare l’esperienza utente nella fruizione dei contenuti e servizi che offrite attraverso il vostro sito web.

In questi giorni, presi dalla frenesia di scoprire tutti i fattori che caratterizzano il tanto “odiato” algoritmo Panda, è circolata in rete la notizia (FALSA) che l’ E-Mail Reputation influenza il ranking dei risultati di ricerca.
Questa notizia è stata divulgata in rete da Lokergnome, il quale afferma che, dal giorno dell’introduzione dell’algoritmo panda, il loro sito ha subito delle forti penalizzazioni e, dopo richieste di chiarimento e attività di miglioramento sono ritornati agli standard di ranking pre-panda solo dopo aver svolto un’attività di “pulizia” nelle liste degli utenti iscritti alle newsletter.

Cosa si intende per Email Reputation?

L’ email reputation è un fattore per identificare quali indirizzi di posta sono affidabili e con contenuti di qualità rispetto ad indirizzi di posta elettronica che inviano materiale indesiderato classificabile come spam. Molti servizi di posta elettronica come GMail, Hotmail, Yahoo ecc integrano al loro interno un sistema di classificazione automatico per identifica la posta in arrivo come spam oppure no. L’algoritmo delle varie casella di posta attribuisce ad ogni indirizzo email un punteggio detto di reputation che con ai successivi messaggi deciderà se catalogare la posta come spam oppure come normale o alta priorità (nel caso di GMail) …. I servizi di posta non valutano la reputazione di un indirizzo di posta solo su sistemi di intelligenza artificiale ma è possibile agire su questo parametro di valutazione attraverso il pulsante “Report as Spam” oppure attraverso il nostro atteggiamento nei confronti della posta elettronica infatti, se un utente riceve una mail e non la legge per settimane oppure la cestina direttamente questo è indice di un mittente poco interessante o non affidabile quindi, l’ email reputation diminuirà; al contrario, se si riceve una mail e la si legge entro breve tempo e si interagisce con essa, cliccando nei link rispondendo alla mail ecc … il mittente aumenterà la sua reputazione.

Secondo lo staff di lokegnome proprio un’errata gestione dei sottoscrittori è stata la causa della penalizzazione del loro dominio nel ranking di ricerca infatti a loro avviso il fatto di avere una lista con un due terzi di utenza che non leggeva le mail e/o non cliccava sui link avrebbe portato ad un’email reputation del dominio molto bassa e di conseguenza ad una forte penalizzazione nel ranking in Google.

Questa notizia aveva subito messo in fermento i professionisti del SEO che, ritenendo questa notizia credibile, avevano iniziato ad analizzare dati delle proprie newsletter,  quelle dei clienti e confrontarsi tra loro per capire in quale misura l’email reputation poteva influenzare negativamente il ranking dei vari siti…

Fortunatamente a pochi giorni da questa notizia è arrivato in aiuto di tutto “San” Matt Cutts che ha SMENTITO sul nascere una possibile nuova legenda del Web. Matt Cutts ha affermando che la penalizzazione iniziare del sito lokegnome era dovuto a motivi di link building che aumentavano il ranking del sito in modo scorretto. Solo dopo che sono stati rimossi questi link fasulli l’algoritmo piano piano ha iniziato a riportare il sito nel ranking opportuno e questa “coincidenza” (la pulizia della newsletter ) ha fatto credere che un nuovo fattore di ranking fosse l’email reputation.

Considerazioni

Il chiarimento di Matt Cutts è stato importante per evitare un CAOS diplomatico sul Web e ribadire che un argomento delicato come la gestione delle sottoscrizioni ad una newsletter non va ad influenzare il ranking di un sito.
A mio avviso però non considerare le informazioni ottenute dalle caselle di posta in merito all’email reputation non è del tutto corretto in quanto molti utilizzano gli indirizzi email degli utenti in modo non del tutto corretto inviando loro delle mail anche quando questi non hanno dato direttamente il consenso alla ricezione di newsletter… un tale comportamento, oltre ad essere contro l’etica del Web, dovrebbe essere considerato per penalizzare quei siti o aziende che abusano del “consenso indiretto” degli utenti per inviare loro mail che magari non desiderano e che ignorano perchè presi da altre attività.
Spesso l’attività di email marketing viene svolta con scarsissima professionalità infatti:

  1. Ottenuto l’indirizzo mail di una persona, cliente, potenziale cliente ecc … senza chiedere il consenso questo viene inserito nella lista delle persone abilitate alla ricezione della newsletter di un sito o di un’azienda.
  2. Non vengono svolte attività di statistica per capire il ROI di questo tipo di attività.
  3. Non vengono svolte attività di “pulizia” degli indirizzi che non esistono più.
  4. Non vengono definite delle procedure per favorire la cancellazione di quegli utenti che per lungo tempo hanno dimostrato scarso interesse per le mail ricevute… infatti ritengo di scarsa utilità continuare ad inviare e-mail ad un contatto che non dimostra interesse per le tematiche trattate nella newsletter in quanto questo non porta nessuna nuova opportunità all’attività pubblicitaria in quanto non legge il contenuto e non lo condivide.
  5. Non vengono seguite le norme basilari per la realizzazione di newsletter o mail marketing secondo i canoni del buon senso e l’etica web. Ad esempio le mail dovrebbero essere leggere attorno ai 200Kb ma nella realtà vengono costruiti messaggi con immagini pesanti, allegati ancora più grossi che intasano inutilmente il processo di invio e rallentano l’attività dell’utente che riceve il messaggio… soprattutto in questo periodo in cui gli utenti sono sempre più mobili e la maggior parte degli utenti leggono la posta in mobilità.

Proprio per i motivi precedenti supporterei pienamente Google, Microsoft e qualsiasi altro motore di ricerca nel considerare tra i fattori di ranking anche il parametro di email reputation in quanto chi scrive contenuti o offre servizi di qualità è anche attento a tutte le problematiche del Web e rispettoso della sua etica!

L’aspetto che deve maggiormente far riflettere di questo fatto è che lokegnome ha attesso di essere penalizzata (anche se la newsletter non era il motivo di penalizzazione) per rivedere anche la metodologia di email marketing… e questo è un atteggiamento completamente sbagliato perchè non bisogna aspettare di capire quali fattori applicano i motori di ricerca per avviare una procedura di miglioramento… ma bisogna porsi degli obiettivi e lavorare per l’utente non per i motori di ricerca… in più inviare 5000 email ad utenti che non creano discussioni attorno alle vostre proposte, segnalando l’evento ad altri ecc, ha lo stesso potenziale di inviare la newsletter alle sole 100 persone  del vostro elenco interessante veramente al vostro argomento…. pensateci!!!!

In conclusione ripeto che l’email reputation allo stato attuale non è un indice capace di influenzare il ranking del vostro sito nei motori di ricerca ma vi invito fortemente a rivedere le vostre procedure di email marketing e ricordatevi, anche in questo tipo di attività, di porre al centro delle vostre attività l’utente e le sue esigenze… questo sforzo sarà ripagato nel tempo con un’elevata reputazione online del vostro Brand!


Vuoi migliorare la tua email reputation o in generale la tua reputation online ?? Contattami per una discussione costruttiva.


No Responses

Leave a Reply