Le Piccole e Medie Imprese e il Blog

Posted by Stefano |06 Jan 10 | 6 comments

Il 2010 è già iniziato da qualche giorno e dindo.biz vuole inaugurare il nuovo anno con un post molto interessante dedicato all’utilizzo del Blog in Azienda.

Oggi, a differenza del solito, parliamo, in compagnia di Francesco Gavello famoso blogger ed esperto di blog marketing, dell’adozione del blog in azienda rispondendo alle domande più frequenti che un imprenditore si trova ad affrontare quando si avvicina al mondo del blogging.

Purtroppo per noi l’Italia è ancora uno dei paesi tecnologicamente meno avanzati dell’Europa. Questo fatto è evidenziato dalla ridotta diffusione della banda larga nel nostro paese, fattore che comporta una limitazione dell’accesso e dell’utilizzo di internet… Questo limitazione di accesso al Web comporta a molte Piccole e Medie Imprese (PMI) l’incapacità di saper utilizzare al meglio i servizi della rete internet per ampliare il loro business e soprattutto per creare nuovi canali di comunicazione con gli utenti.

Lo scopo di questo post è quello di dare una piccola panoramica su come il blog possa aiutare le aziende a migliorare la loro comunicazione e la loro visibilità in internet.

Passiamo alle 10 domande:

1) La domanda che spesso viene posta parlando con imprenditori agli inizi della loro esperienza sul web 2.0 è la differenza tra Blog e sito Web? tu come la spiegheresti?

Francesco: Non credo di dire nulla di nuovo affermando che la principale differenza tra blog e sito web sia la maggiore flessibilità (e interattività) del primo rispetto al secondo.

Gli utenti (i lettori) riescono ad essere parte attiva dei contenuti prendendo parte alle discussioni che scaturiscono dai diversi articoli e possono intravedere meglio chi ci sia, effettivamente, dall’altra parte del monitor rispetto a un più freddo sito istituzionale.

Inoltre, e questo è un dettaglio che spesso viene sottovalutato, le aziende hanno un sito weble persone all’interno delle aziende hanno un blog. Quello che secondo me è il principale punto di forza di un blog aziendale è di rompere il “muro di gomma” tra clienti e azienda permettendo una comunicazione (si spera a due sensi) priva di intermediari.

2) Vista la tua esperienza nel settore del blogging quali sono i consigli che ti senti di dare alle piccole e medie imprese che vogliono iniziare a muovere i loro primi passi nel mondo del blogging ?

Francesco: Osare.

La maggior parte dei blog aziendali semplicemente non nascono (o muoiono dopo pochi mesi) per il semplice fatto che da parte dell’azienda non si ha il coraggio di smuovere l’equilibrio esistente tra azienda e clienti. Ci si limita troppo spesso a qualche articolo-fotocopia preso di peso dalla pagina prodotti, o si finisce per scadere nella continua autopromozione nel tentativo di impressionare chi legge.

Un blog è uno strumento fantastico per fornire ai propri clienti una visione più completa dell’azienda e delle persone che la compongono, della visione e di tutti quei dettagli che (un po’ per spazio, un po’ per vincoli auto imposti) non possono trovare spazio sul semplice sito.

3) Quali argomenti deve trattare il blog aziendale? Deve parlare esclusivamente dei prodotti dell’azienda oppure deve trattare problematiche inerenti al settore a cui l’azienda appartiene?

Francesco: Credo che non debba limitarsi a a proporre un altro spazio dove spingere a tutto spiano i propri prodotti e i propri servizi ma vada inteso come un modo di creare ed espandere la discussione su tutto ciò che può ruotare intorno ad essi.

Prendiamo ad esempio il blog ufficiale di Aweber (http://www.aweber.com/blog/). Non solo questo si limita a promuovere il loro servizio di e-mail marketing (che per notorietà non ne avrebbe neppure così bisogno), ma si espande sino a coprire tutti gli “email marketing tips” come farebbe un qualunque altro ottimo blog appassionato del settore.

Il risultato è che quelle pagine diventano preziose da leggere non solo per chi è attualmente interessato al servizio da acquistare, ma soprattutto per chiunque sia a digiuno dell’argomento e abbia bisogno della giusta spinta per compiere poi un acquisto mirato.

3a) Poichè è consigliato che il blog aziendale tratti argomenti inerenti alle problematiche del settore di appartenenza è utile che illustri soluzioni facendo riferimento esclusivamente ai prodotti aziendali? Oppure è meglio creare una discussione aperta?

Francesco: Sono per la discussione aperta. Forse non tutti vorrebbero spingersi così in là da fornire comparative e tabelle dettagliata sui punti di forza e punti deboli dei propri prodotti rispetto alla concorrenza (anche se è una cosa che vedo sempre più spesso in rete). Credo tuttavia che sia necessario un minimo di sensibilità nel riconoscere quanto gli utenti siano tutto fuorché manipolabili, e fiutino in fretta tentativi di nascondere le magagne.

Sul web siamo tutti ad un click di distanza, tanto vale giocare a carte scoperte. ;)

4) Chi all’interno dell’azienda è più indicato a scrivere gli articoli? E con quale linguaggio devono essere scritti? Meglio un linguaggio informale oppure formale classico dell’interazione tra azienda e cliente?

Francesco: È una bella domanda :) Credo che un blog vada gestiro da chi possieda almeno parte di quella visione globale che in molti cercano di ottenere quando si tratta di promuoversi in rete.

L’ultima cosa di cui vuoi accorgerti è di aver portato avanti un blog che dopo pochi mesi di vita è partito per la tangente diventando qualcosa di molto diverso da ciò che ci si era prefissati. O peggio ancora che ha perso di vista gli obiettivi aziendali per sfociare nei gusti del singolo autore diventando “Il blog di [nome] all’interno di [azienda]”.

Che linguaggio usare? Dipende molto dal target dell’azienda stessa e dal tipo di comunicazione precedentemente instaurata. Ad ogni modo, credo che una comunicazione informale paghi sempre.

5) E’ utile definire delle policy di gestione del blog e dei relativi contenuti per chi scrive?

Francesco: Assolutamente sì.

Lo è per un blog personale e lo è ancora di più per un blog istituzionale.

Al di là degli aspetti legali (comunque presenti), non solo contribuisce a costruire una figura affidabile, ma rende esplicite le possibilità di interazione con i contenuti proposti con tutti i vantaggi in termini di condivisione e interazione da parte di altri blog.

Le due domande più importanti a cui dovrebbe rispondere una policy:

  • chi scrive su questo blog?
  • quale punto di vista riflettono i diversi autori (se sono più di uno)?

6) Con quale frequenza l’azienda deve pubblicare nuovi contenuti?

Francesco: scrivi quando c’è qualcosa di buono da scrivere, esattamente come accade con i blog personali.

Poi naturalmente ci si può anche impegnare dedicando più figure fisse del proprio team alla sola gestione del blog arrivando a coprire anche 4-5 buoni articoli a settimana, ma credo che una frequenza di pubblicazione anche nettamente inferiore (4-5/mese) possa dare buoni risultati.

Inoltre, non è solo questione di valutare il tempo necessario a pubblicare nuovi contenuti, ma anche sondare la risposta degli utenti ai diversi approcci, gestire i commenti e le prevedibili critiche da parte dei consumatori. Capire insomma la percezione dello spazio che si sta portando avanti prima di compiere il fatidico passo falso.

7) Che tipo di staff, risorse, materiali e budget c’è bisogno di disporre per gestire un blog?

Francesco: Con molta probabilità non servirà nulla di più di quanto già serve per lanciare un blog personale o mantenerne uno già ben avviato.

Molti dei costi lato CMS vengono ridotti dall’utilizzo di WordPress e altre soluzioni concorrenti che sono spesso completamente gratuite. Hosting e dominio si possono facilmente mettere in piedi su soluzioni scalabili che crescono con le necessità del blog stesso e partono solitamente da qualche centinaio di euro all’anno.

A questo poi possiamo aggiungere il costo di un membro dello staff adeguatamente formato e in grado di capire il mezzo con il quale sta interagendo (impegnato per la scrittura degli articoli, la gestione della comunicazione in ingresso e della gestione dei commenti).

8) Come misuro il ROI (Return on investment) in merito al blog?

Francesco: Con i blog il concetto di ROI non perde certo di valore ma rischia di diventare riduttivo. Meglio cominciare a valutare la questione su di uno spettro più ampio, includendo in quel “ritorno” anche la visibilità acquisita, la percezione del brand e di chi sta dietro a quel brand, la riconoscibilità di un nome o i valori che cominciano ad essere associati ad esso.

Sono tutti fattori che esulano dal semplice tracciamento di qualche click e che scendono spesso nel buzz marketing o nella comunicazione virale. Forse meno quantificabili con numeri e cifre (e qui sta la complessità) ma decisamente più adatti a valutare la resa di un blog.

Stefano: come ben detto da Francesco il concetto di ROI è riduttivo infatti nei blog viene spesso usato il termine ROB (Return on blog) che usa come parametri di misura i concetti di Visibilità, percezione del brand e misurare la quantità di discussioni e la loro qualità oltre al brusio (Buzz) che le vostre discussioni creano nel web. In conclusione il ROB rappresenta una metrica più affidabile per stimare il ritorno del vostro investimento nel web.

9) Quali benefici porta secondo te l’adozione di un blog per una Piccola e Media Impresa?

Francesco: Trasparenza e la possibilità (non da poco) di avvicinarsi davvero ai propri utenti. Inoltre, soprattutto per la piccola impresa, un blog aziendale è lo strumento ideale per “aprire le porte” a promozioni di diverso tipo verso i clienti (contest o iniziative di stampo virale).

Non è una strada semplice, lo riconosco (sopratutto per la questione fin troppo abusata delle “iniziative virali”), ma un blog è un passaggio obbligato se si ha la giusta consapevolezza per farne buon uso.

10) Nel caso in cui un’azienda decida di aprire un blog deve avviare canali di comunicazione anche nei Social Network? Tu come vedi questo legame tra blog e social network che sempre più spesso vengono vengono confusi come la stessa cosa?

Francesco: L’importante è che il ragionamento non sia “lo fanno tutti, lo devo fare anch’io anche se non ho capito bene di cosa si tratta”. ;)

Sicuramente una comunicazione coordinata che sfrutta le peculiarità di ciascun network è un grosso bonus rispetto al comunicare sul solo blog. In fase di lancio tenderei a concentrarmi però sul solo blog almeno per i primi 6-8 mesi, procedendo con i classici piedi di piombo man mano che viene acquisita consapevolezza dei diversi mezzi.

Conclusioni:

Come avete potuto leggere dalle risposte di Francesco, che ringrazio nuovamente per aver accettato questa intervista, prima di intraprendere la strada del blogging in azienda è necessario prendersi del tempo per riflettere e definire delle linee guida in merito ai contenuti e agli obiettivi del blog.

Superata questa prima fase di riflessione vi consiglio di creare un blog, che io chiamo di test, nel quale creare un paio di articoli di prova da far leggere a colleghi, amici, clienti fidati ecc dal quale ricavare dei feedback da sfruttare per la prima pubblicazione ufficiale e soprattutto per capire la vostra capacità di stimolare interesse e discussione nei lettori.

Terminata la fase preliminare potrete “gettarvi” nella mischia ricordandovi che:

  • I contenuti non devono essere banali.
  • Quando scrivete un post rimanete fedeli alle linee guida che avete definito.
  • Quello che state scrivendo non è mirato ad esaltare i vostri prodotti ma a creare un canale trasparente e sincero con gli utenti.

Sono convinto che se sarete determinati e se sarete in grado di aprire la vostra azienda alla discussione con gli utenti i risultati arriveranno nel breve-medio periodo di tempo.

Per dubbi ed eventuali domande vi invito ad esporli direttamente nell’area commenti oppure  potete scrivere a Stefano o a Francesco.


6 Responses

  • marbio/ 07 Jan 10 @ 12:41 PM

    Articolo davvero interessate.

    Complimenti a Francesco e complimenti anche a te Stefano per aver posto le domande.

  • Francesco Gavello/ 08 Jan 10 @ 10:42 AM

    Da parte mia non posso che ringraziare Stefano per le domande e gli argomenti sollevati. Sperando che il 2010 sia un anno proficuo per le aziende che decidono di aprire un blog! ;)

  • Mattia/ 08 Jan 10 @ 11:14 AM

    Si veramente interessante, sto giusto creando un nuovo blog aziendale e non mi sono fatto scappare questo articolo.

    10 minuti di lettura spesi bene!

    Bravi
    ciao
    Mattia

  • Tweets that mention Le Piccole e Medie Imprese e il Blog « Stefano Dindo -- Topsy.com/ 08 Jan 10 @ 11:22 AM

    […] This post was mentioned on Twitter by Francesco Gavello, Mattia Baldo. Mattia Baldo said: RT @gavello: Le piccole e medie imprese e i blog: intervista per dindo.biz: http://bit.ly/4yXS9b […]

  • Samuel Gentile/ 08 Jan 10 @ 11:36 AM

    Bell’articolo, complimenti! Avete toccato tutti i punti cruciali dell’argomento!
    A tal proposito vi segnalo una slide introduttiva, di Valentino Coletto, sull’uso del Blog nelle organizzazioni (in questo caso una onlus):
    http://www.liquiddiamond.it/blog-detail/items/una-onlus-ha-bisogno-di-un-blog.html

    Complimenti ancora!
    Ciao Samuel Gentile

  • Fruttainpezzi/ 30 Jan 10 @ 6:25 PM

    Post interessante e ben dettagliato! Purtroppo ancora oggi gli strumenti web sono alle volte sottovalutati e non vengano riconosciuti come degli importanti alleati del marketing.
    Ricordiamoci però che il web possiede anche un’ottima memoria. Osare -come dice Francesco -va benissimo ma con criterio, a step ed in modo coerente, soprattutto con persone che conoscono gli strumenti e che siano in grado di gestire e calibrare mezzi e contenuti. Saluti ed un bravvvvo all’english style a tutti

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