Il Tweet button non aumenta la condivisione di 7 volte
In questi giorni la community del Web, esperti ed appassionati di SEO e SMM stanno discutendo sui risultati di un nuovo studio condotto dalla Brightedge, e pubblicati sul seguente PDF, in merito ad un aumento del flusso di traffico in un sito grazie all'inserimento del tweed button nelle pagine web.
Nel documento viene affermato che (sintetizzo alcune parti del documento):
"Dalle attività di analisi condotte hanno rivelato che la presenza del pulsante twitter (Tweet Button) nelle pagine di un sito Web portano ad una maggiore condivisione dei contenuti che e quindi ad un aumento del traffico di 7 volte superiore rispetto a pagine prive di tale pulsante. Questo risultato è rilevante in quanto favorisce la divulgazione e la promozione dei contenuti."
Le ragioni che spingono gli utenti a condividere un contenuto sono molteplici e possono essere tra le quali citiamo :
- Volontà degli utenti di condividere l'informazione perché gli va di farlo.
- Perché ci sono persone interessate al contenuto nella loro rete contatti.
- Perché il brand è interessante ed adotta una politica social che porta gli utenti a condividere informazioni e discussioni.
- Perché il prodotto è fantastico.
- Perché le persone sono incoraggiate a condividere le informazioni perché i contenuti sono validi.
A mio avviso l'analisi condotta da Brghtedge è errata perchè le persone NON condividono di più solamente per la presenza del pulsante Tweet … anzi se l'utente ritiene il contenuto di qualità ed interessante per la sua rete contatti , questo è spinto a condividerlo indipendentemente dalla presenza del pulsante grazie alla presenza di altri strumenti come plugin per browser, app esterne ecc che facilitano la condivisione dei contenuti su canali sociali.
Il pulsante per la condivisione di contenuti, sia esso di Twitter o qualsiasi altro Social Network, inserito in una pagina Web, viene visto dagli utenti come il mezzo per condividere più rapidamente le informazioni ma non è uno strumento capace di aumentare le visite indipendentemente dalla qualità del contenuto scritto.
A mio avviso, la ricerca doveva essere condotta secondo logiche diverse quali "quanto viene usato il Tweet Button dagli utenti su contenuti di qualità rispetto a pagine qualitativamente elevate ma senza pulsante?" oppure "E' davvero un mezzo che facilita la condivisione o gli utenti preferiscono altri strumenti? " ... domande di questo tipo, a mio avviso, avrebbero portato a risultati più utili ed interessanti per gli utilizzatori del Web.
In conclusione ribadisco, ai meno esperti ma soprattutto a chi si cimenta in questo settore, che il risultato della ricerca è infondato ed è errato pensare che la semplice aggiunta del pulsante possa aumentare e risolvere i vostri problemi di traffico sul sito… anzi… bisogna sudare e lavorare sulla qualità dei contenuti per ottener visitatori e migliorare la qualità del Web!
Q&A: Social Media Marketing e le Piccole e Medie Imprese
Nel post di questa settimana voglio proporvi le risposte ad alcune domande frequenti che spesso piccole e medie imprese si pongono al pensiero del Social Media Marketing. Discuteremo di questo argomento insieme a Michele Polico (11 Domande)consulente di Web Marketing,autore del libro Twitter Marketing in 140 Tweet e recentemente promotore di un innovativo progetto di formazione sul social media marketing.
Per chi non lo sapesse il Social Media Marketing (SMM )è la branca del marketing che si occupa della gestione dei rapporti tra utenti/consumatori e le aziende creando una relazione uno a uno in modo tale da avvicinare le aziende ai consumatori e, allo stesso tempo, i consumatori possono esprimere la loro opinione su prodotti, servizi offerti dalle aziende influenzando sempre di più le scelte di quest'ultime in base alle opinioni degli utenti.
Una definizione formale e precisa del concetto di Social Media Marketing non esiste in quanto il SMM invece di indurre bisogni deve adattarsi agli utenti/consumatori e conferire a loro una posizione all'interno delle logiche di mercato in quanto, con gli strumenti forniti dal SMM, gli utenti hanno la possibilità di influire sulle politiche delle aziende e quindi anche sulle decisioni dei prodotti finali.
Questions & Answers
1. Differenze tra advertising online e social marketing
In realtà fatico più a trovare dei punti in comune piuttosto che delle differenze tra queste attività, nonostante spesso sia necessario utilizzarle in maniera integrata.
Per farti degli esempi, i canali utilizzati sono in un caso concessi a pagamento, nell'altro propri - genericamente parlando. L'approccio al marketing: da un lato interruption based e dall'altro permission based.
Ma ancora, pensiamo alle differenze riguardo gli obiettivi e i risultati che si possono raggiungere, le metriche di analisi dei risultati, l'approccio al target e quello al media, il tipo di contenuto veicolato e il sistema di costi, dal punto di vista soprattutto del rapporto tra costi e benefici unitari, e infine i tempi di realizzo.
2. Tutte le aziende possono entrare nel social media marketing o Aziende appartenenti a determinati settori sono penalizzate, sprecando tempo e denaro in questo tipo di attività?
Non si tratta di "potere" e di "entrare". Le aziende - o molte di loro - ci sono a prescindere dalla propria volontà, perché sono le persone stesse a portarle in Rete anche senza il loro consenso. Perlomeno il social media monitoring è dunque una attività cui il mondo in cui viviamo spinge sempre di più le aziende, e questa sta iniziando a diventare una esigenza stringente per sempre più realtà.
Per quanto riguarda l'utilizzo più attivo dei social media per la comunicazione, credo che ogni azienda possa interpretare i paradigmi del social media marketing e sfruttare alcuni dei canali esistenti per migliorare la propria economia. Il problema è sempre quello del come, e della cultura che spesso manca e bisogna portare ai propri clienti, quando questo è possibile.
Per quanto riguarda gli sprechi di tempo e denaro, in molti casi può essere che lo sia, ma questo è un problema che già John Wanamaker, praticamente il padre dell'adverting di massa, aveva notato quando diceva: "metà del denaro che investo in pubblicità è denaro sprecato; il problema è che non so quale metà sia". E' una frase talmente veritiera che è stata poi ripetuta (e da alcuni attribuita) da Henry Ford, William Hesketh Lever e Gianni Agnelli, e credo si adegui molto bene alla comunicazione in generale.
3. Quali sono i primi passi che una PMI deve compiere per definire una buona strategia di ingresso nel social marketing?E dopo la fase di ingresso come deve pianificare le strategie successive?
Capire gli obiettivi che vuole raggiungere non dico con i social media, ma in generale. Poi, chiamare un consulente preparato!
4. Come valutare il ROI in questo settore?
Se io gestissi un bar potrei misurare forse il ROI di un annuncio in un giornale o di una offerta speciale sulla colazione. Misurare il ROI del sorriso del barista o del sedere della cameriera è più difficile, ma potendo scegliere diciamo che non vorrei una cameriera musona.
Il ROI è quindi una questione matematica, riguarda il marketing. Per quanto concerne la comunicazione, è una questione di sensibilità, di energia percepita nella relazione con il cliente, non esiste un ROI.
C'è anche chi ci ha provato a proporre dei criteri di misurazione del ROI per la social media communication, ma sinceramente si tratta di materiale che non leggo.
5. Tra i vari Social Network: Facebook, Twitter, MySpace ecc in quale social network un'azienda deve orientarsi maggiormente? Come può fare per capire quale sia il social network più redditizio,in termini di rapporti con l'utenza, per l'azienda?
Voglio citare il teorema di Federico Neri, un amico che fa un lavoro simile al mio e che dice "Ogni social network tende ad auto-profilarsi, sfruttate tutti gli ambienti a seconda del loro utente tipo".
Se però vuoi una risposta secca e generica, con i limiti di una risposta di questo tipo, ti dico Facebook. E un blog, se devo dire la mia opinione.
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